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Cos’è la Triade dell’atleta femminile

La Triade dell’Atleta Femminile è una sindrome caratterizzata dalla presenza di tre elementi collegati tra loro:

  • bassa disponibilità energetica (LEA)
  • alterazioni del ciclo mestruale
  • riduzione della densità minerale ossea

Oggi questo concetto è stato ampliato nel termine RED-S, che comprende anche effetti su:

  • metabolismo
  • sistema immunitario
  • salute cardiovascolare
  • funzione ormonale
  • performance sportiva

 

Low Energy Availability: il vero problema alla base

La causa principale della Triade e del RED-S è la Low Energy Availability (LEA).

Si verifica quando l’energia introdotta con l’alimentazione non è sufficiente a coprire:

  • allenamenti
  • recupero
  • funzioni fisiologiche essenziali

Secondo il consenso internazionale, una disponibilità energetica inferiore a 30 kcal/kg di massa magra al giorno può aumentare il rischio di alterazioni metaboliche e ormonali.

L’obiettivo fisiologico ottimale è invece intorno alle 45 kcal/kg FFM/day.

Una recente review pubblicata su Nutrients analizza il legame tra Low Energy Availability (LEA), Triade dell’Atleta Femminile e RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport), evidenziando quanto queste condizioni siano diffuse anche nelle atlete amatoriali.

Sintomi della Triade dell’Atleta Femminile

I segnali possono essere inizialmente poco evidenti.

Sintomi più comuni
  • stanchezza persistente
  • recupero lento
  • calo della performance
  • fame incontrollata o perdita dell’appetito
  • frequenti infortuni
Segnali ormonali
  • ciclo irregolare
  • amenorrea (assenza di mestruazioni)
  • alterazioni ormonali
Conseguenze ossee
  • osteopenia
  • riduzione della densità ossea
  • fratture da stress

Perché molte atlete mangiano troppo poco

La review evidenzia che in molte discipline sportive le atlete non raggiungono i fabbisogni energetici e nutrizionali raccomandati.

Questo può accadere per:

  • diete troppo restrittive
  • ricerca di una composizione corporea molto magra
  • aumento degli allenamenti senza adeguare l’alimentazione
  • scarsa educazione nutrizionale
  • paura di aumentare peso
Carboidrati insufficienti: uno degli errori più comuni

Uno degli aspetti più interessanti della review riguarda il basso introito di carboidrati osservato in molte atlete.

I carboidrati sono fondamentali per:

  • sostenere l’allenamento
  • mantenere il glicogeno muscolare
  • supportare equilibrio ormonale e recupero

Le linee guida sportive suggeriscono:

  • 3–5 g/kg per allenamenti leggeri
  • 5–7 g/kg per attività moderata
  • fino a 8–12 g/kg negli sport di endurance intensi

Tuttavia molte atlete non raggiungono questi valori.

Proteine: quante ne servono davvero alle atlete

Anche l’apporto proteico può risultare insufficiente.

La review indica che le atlete dovrebbero assumere circa:

1.2–2.0 g/kg di peso corporeo al giorno
o fino a 2 g/kg in presenza di LEA o allenamenti intensi.

Le proteine sono essenziali per:

  • recupero muscolare
  • sintesi proteica
  • mantenimento della massa magra
Vitamina D, calcio e salute ossea

Uno dei dati più rilevanti dello studio riguarda le carenze micronutrizionali.

In tutte le popolazioni analizzate è stato osservato un introito insufficiente di vitamina D.

Anche calcio, magnesio, zinco e ferro risultavano spesso inadeguati.

Questi nutrienti sono fondamentali per:

  • densità ossea
  • contrazione muscolare
  • metabolismo energetico
  • prevenzione degli infortuni

La review sottolinea che calcio e vitamina D possono contribuire a ridurre il rischio di fratture da stress nelle atlete.

Il ruolo della nutrizione nella prevenzione del RED-S

La gestione nutrizionale deve essere personalizzata e multidisciplinare.

Secondo gli autori, il trattamento dovrebbe includere:

  • aumento graduale della disponibilità energetica
  • adeguata distribuzione dei macronutrienti
  • timing nutrizionale corretto
  • monitoraggio del ciclo mestruale
  • supporto psicologico nei casi necessari

L’obiettivo non è semplicemente “mangiare di più”, ma garantire energia sufficiente per:

  • salute
  • recupero
  • adattamento all’allenamento
  • performance sostenibile

Triade dell’Atleta Femminile e RED-S: un problema anche negli sport amatoriali

Queste condizioni non riguardano solo lo sport professionistico.

Il rischio può interessare:

  • runner
  • ballerine
  • sportive endurance
  • crossfit
  • palestra
  • sport estetici
  • sport di categoria peso

Anche chi pratica attività fisica a livello amatoriale può sviluppare LEA senza accorgersene.

Conclusioni 

La Triade dell’Atleta Femminile e il RED-S rappresentano condizioni sempre più diffuse nello sport femminile.

Allenarsi molto senza introdurre energia sufficiente può compromettere:

  • salute ormonale
  • metabolismo
  • salute ossea
  • performance sportiva

Una corretta alimentazione non serve solo a migliorare il fisico, ma a sostenere il corpo in tutte le sue funzioni fisiologiche.

Fonte:

Female Athlete Triad and Relative Energy Deficiency in Sport (REDs): Nutritional Management

Nutrients 2024, 16, 359. https://doi.org/10.3390/nu16030359

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