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L’obesità

Putroppo a livello mondiale i tassi di obesità sulla popolazione sono in incremento, si stima che il numero totale di bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo che convivono con l’obesità ha superato il miliardo nel 2022.

Nei Paesi a medio-alto reddito l’obesità è condizione più frequente del sottopeso, infatti emerge che dal 1990 al 2022, i tassi di obesità globale sono più che quadruplicati nelle ragazze (dall’1,7% al 6,9%) e nei ragazzi (dal 2,1% al 9,3%), con aumenti osservati in quasi tutti i paesi.

Negli adulti, i tassi di obesità sono più che raddoppiati tra le donne (dall’8,8% al 18,5%) e quasi triplicati negli uomini (dal 4,8% al 14,0%) tra il 1990 e il 2022.

(fonte CNR)

"Sono diversi i protocolli che si possono utlizzare per perdere peso, ma alcuni non sono sostenibili nel lungo periodo"

Gli studi scientifici

Dato l’andamento mondiale, l’urgenza è quella di capire l’efficacia dei trattamenti.

Diversi studi hanno valutato con tempistiche diverse, l’efficacia di diete Low Carb – LC (a basso contenuto di carboidrati), Low Fat – LF (a basso contenuto di grassi), Dieta Mediterranea – DM ipocalorica sulla perdita di peso.

In effetti tutte è 3 le modalità presentano efficacia e miglioramenti nella perdita di peso ma come si evidenzia più volte, i limiti comuni degli studi dietetici includono tassi di abbandono elevati (dal 15 al 50% entro un anno), dimensioni ridotte nel numero di persone prese in esame, breve durata (a volte anche inferiore ad 1 anno), mancanza di valutazione di aderenza e intensità di intervento disuguale

Caso studio

La pubblicazione presa in esame per questo mio articolo ha valutato l’efficacia sulla perdita di peso di 3 protocolli nutrizionali: LC / LF/DM 

Le valutazioni sono state fatte  in un periodo di tempo di 2 anni su 322 soggetti obesi;    c’è stata un aderenza del 95% entro il primo anno e del 85% al secondo anno

Dieta LC

La dieta a basso contenuto di carboidrati è stata impostata senza restrizioni caloriche. Nei primi 2 mesi sono stati introdotti 20 g di carboidrati al giorno e successivamente è stato impostato un graduale aumento ad un massimo di 120 g al giorno per mantenere la perdita di peso. L’apporto totale di calorie, proteine,e grassi non avevano limitazioni, tuttavia, è stato consigliato ai partecipanti di scegliere fonti vegetariane di grassi e proteine ​

Dieta LF

E’ stata impostata una dieta ipocalorica di 1500 kcal per le donne e di 1800 kcal per gli uomini con ridotto apporto di grassi per entrambi. Ai partecipanti è stato consilgiato di prediligere cereali, frutta, verdura e legumi limitando dolci, snack ricchi in grassi

Dieta DM

Intake calorico uguale alle dieta LF, basati sui principi della dieta mediterranea, in questo protocollo  le fonti di grassi inserite erano di 30-45g olio extra vergine e di noci <20g 

Cosa è emerso

In tutti e 3 i protocolli è stata evidenziata una perdita di peso, ma nelle diete LC e DM ci sono stati anche miglioramenti su alcuni marcatori biochimici, come colesterolo e glicemia.                            Questi risultati suggeriscono il he queste strategie dietetiche potrebbero essere prese in considerazione nella pratica clinica e che il tipo di dieta da utilizzare potrebbe  essere individualizzato in base alle preferenze personali e bisogni metabolici del soggetto.

Nel percorso di 2 anni è stata osservata una perdita di peso iniziale, con il picco massimo raggiunto dopo 6 mesi, e il successivo mantenimento sulla perdita.                                                                           Chi ha completato il periodo di 2 anni ha avuto una maggiore perdita di peso.

Fra i biormacatori tenuti in considerazione nello studio ci sono leptina (per approfondire https://www.granierinutrizionista.com/2024/01/02/leptino-resistenza-di-cosa-si-tratta/) e adiponectina, i cambiamenti osservati nei loro valori riflette la perdita di peso dei partecipanti allo studio

Conclusioni

Essendo l’obesità un problema sanitario globale, avere mezzi di intervento efficaci risulta un’ottima strategia. 

Fra le varie strategie utilizzate negli studi, sembra però che una Dieta Mediterranea ipocalorica correttamente bilanciata sul soggetto sia quella maggiormente sostenibile nel lungo periodo per mantenere la perdita di peso, gli altri due protocolli hanno una minore aderenza sul medio-lungo periodo.

Gli studi dovranno ancora analizzare diversi aspetti, ad esempio tenere in considerazione maggiormente le donne (i cui tassi di obesità sono notevolmente aumentati nel tempo rispetto agli uomini), avere una tempistica più lunga, valutare l’aderenza in un periodo maggiore ecc.

Nel nostro piccolo, trovare assieme ad un professionista della nutrizione il giusto approccio per affrontare la perdita, con scienza e coscienza, può essere la chiave di successo!

Fonte:

Weight Loss with a Low-Carbohydrate, Mediterranean, or Low-Fat Diet

N Engl J Med 2008;359:229-41

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